MACHINALIBRO

SPERIMENTAZIONE RADICALE PENSIERO CRITICO TRASFORMAZIONE LAVORO SPAZI URBANI GEOPOLITICA CRITICA DELLA SCIENZA RAZZISMO STUDI DI GENERE ECOLOGIA ARTE
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- MACHINALIBRO → IL NUOVO MARCHIO EDITORIALE DI DERIVEAPPRODI: SPERIMENTAZIONE RADICALE PENSIERO CRITICO TRASFORMAZIONE LAVORO SPAZI URBANI GEOPOLITICA CRITICA DELLA SCIENZA RAZZISMO STUDI DI GENERE ECOLOGIA ARTE
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ODIO I LUNEDÌ

Negli anni Ottanta con Vasco Rossi

INFO

Diego Giachetti
ODIO I LUNEDÌ

CON VASCO ROSSI NEGLI ANNI OTTANTA

pp. 144 | cm 13 x 20 | euro 14,00
e-book euro 7,49

Frugando negli anni Ottanta, gli anni del nostro scontento, quelli più stupidi del secolo, ma anche i più belli e divertenti, è impossibile non imbattersi in Vasco Rossi e nel suo sogno realizzato di vivere di musica e canzoni. La sua produzione artistica ha un piede impigliato in quella storia, nei suoi dilemmi: svalorizzazione del lavoro, riflusso dall’impegno politico, crisi delle utopie, conquista del tempo libero e della notte, ridefinizione del rapporto uomo- donna. Il volume narra il suo viaggio negli anni Ottanta, correlato alle vicende storiche, politiche e culturali di quel periodo.

Con un contributo di Vasco Rossi, il libro analizza il rapporto tra vita e opere dell’artista, guardando attraverso le sue esperienze per raccontare quello strano e affascinante decennio.

Diego Giachetti è due volte recidivo sull’argomento Vasco Rossi con Siamo solo noi. Vasco Rossi un mito per le generazioni di sconvolti (1999) e, assieme a Marco Peroni, Vasco Rossi. Ognuno col suo viaggio (2005). Per DeriveApprodi ha pubblicato: Nessuno ci può giudicare. Gli anni della rivolta al femminile (2005) e Il sapere della libertà. Vita e opere di Charles Wright Mills (2021).

978-88-6548-505-7
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ODIO I LUNEDÌ

Negli anni Ottanta con Vasco Rossi

INFO

Diego Giachetti
ODIO I LUNEDÌ


CON VASCO ROSSI NEGLI ANNI OTTANTA

pp. 144 | cm 13 x 20 | euro 14,00

e-book euro 7,49


Frugando negli anni Ottanta, gli anni del nostro scontento, quelli più stupidi del secolo, ma anche i più belli e divertenti, è impossibile non imbattersi in Vasco Rossi e nel suo sogno realizzato di vivere di musica e canzoni. La sua produzione artistica ha un piede impigliato in quella storia, nei suoi dilemmi: svalorizzazione del lavoro, riflusso dall’impegno politico, crisi delle utopie, conquista del tempo libero e della notte, ridefinizione del rapporto uomo- donna. Il volume narra il suo viaggio negli anni Ottanta, correlato alle vicende storiche, politiche e culturali di quel periodo.


Con un contributo di Vasco Rossi,
il libro analizza il rapporto tra vita e opere dell’artista, guardando attraverso le sue esperienze
per raccontare
quello strano e affascinante decennio


Diego Giachetti è due volte recidivo sull’argomento Vasco Rossi con Siamo solo noi. Vasco Rossi un mito per le generazioni di sconvolti (1999) e, assieme a Marco Peroni, Vasco Rossi. Ognuno col suo viaggio (2005). Per DeriveApprodi ha pubblicato: Nessuno ci può giudicare. Gli anni della rivolta al femminile (2005) e Il sapere della libertà. Vita e opere di Charles Wright Mills (2021).

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ODIO I LUNEDÌ

Negli anni Ottanta con Vasco Rossi

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Diego Giachetti
ODIO I LUNEDÌ


CON VASCO ROSSI NEGLI ANNI OTTANTA
pp. 144 | cm 13 x 20 | euro 14,00

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Frugando negli anni Ottanta, gli anni del nostro scontento, quelli più stupidi del secolo, ma anche i più belli e divertenti, è impossibile non imbattersi in Vasco Rossi e nel suo sogno realizzato di vivere di musica e canzoni. La sua produzione artistica ha un piede impigliato in quella storia, nei suoi dilemmi: svalorizzazione del lavoro, riflusso dall’impegno politico, crisi delle utopie, conquista del tempo libero e della notte, ridefinizione del rapporto uomo- donna. Il volume narra il suo viaggio negli anni Ottanta, correlato alle vicende storiche, politiche e culturali di quel periodo.


Con un contributo di Vasco Rossi,
il libro analizza il rapporto tra vita e opere dell’artista, guardando attraverso le sue esperienze
per raccontare
quello strano e affascinante decennio


Diego Giachetti è due volte recidivo sull’argomento Vasco Rossi con Siamo solo noi. Vasco Rossi un mito per le generazioni di sconvolti (1999) e, assieme a Marco Peroni, Vasco Rossi. Ognuno col suo viaggio (2005). Per DeriveApprodi ha pubblicato: Nessuno ci può giudicare. Gli anni della rivolta al femminile (2005) e Il sapere della libertà. Vita e opere di Charles Wright Mills (2021).

978-88-6548-505-7

SPERIMENTAZIONE RADICALE PENSIERO CRITICO TRASFORMAZIONE LAVORO SPAZI URBANI GEOPOLITICA CRITICA DELLA SCIENZA RAZZISMO STUDI DI GENERE ECOLOGIA ARTE
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L'UOMO NON È BUONO

Per la critica del progresso

INFO

Aa.Vv. a cura di Veronica Marchio
L’UOMO NON È BUONO

PER LA CRITICA DEL PROGRESSO

pp. 144 | cm 13 x 20 | euro 14,00
e-book euro 6,99

La modernità capitalistica si è storicamente sviluppata intorno alla dialettica tra due tipi di concezioni politiche dell’uomo e del suo governo: l’una, di matrice illuminista, basata sull’idea di progresso, per cui l’uomo sarebbe necessariamente tendente al bene; l’altra, di derivazione conservatrice, concepisce l’uomo come essere bisognoso del sovrano per uscire dallo stato di natura e regolare le proprie pulsioni distruttive. Ripercorrendo le fondamenta e i principali autori di quella che viene definita «antropologia negativa», il libro formula un’importante ipotesi di ricerca teorico-politica: bisogna spezzare l’alternativa tra progresso e conservazione, tra fede nella bontà umana e inevitabilità dell’autodistruzione.

Usare il grande pensiero conservatore e reazionario piegandolo contro i propri fini, per trovare elementi vitali di critica alla modernità capitalistica. Con approcci differenti, hanno raccolto questa ambiziosa sfida importanti autori di differenti generazioni: Ubaldo Fadini, Dario Gentili, Miguel Mellino, Damiano Palano, Franco Piperno, Maria Russo, Marco Spagnuolo, Mario Tronti.

Veronica Marchio (1992) è assegnista di ricerca presso l’Università di Padova, fa parte della redazione di «Commonware», sezione della rivista Machina.

978-88-6548-506-4
scorri

L'UOMO NON È BUONO

Per la critica del progresso

INFO

Aa.Vv.
a cura di Veronica Marchio
L’UOMO
NON È BUONO


PER LA CRITICA DEL PROGRESSO
pp. 144 | cm 13 x 20 | euro 14,00

e-book euro 6,99


La modernità capitalistica si è storicamente sviluppata intorno alla dialettica tra due tipi di concezioni politiche dell’uomo e del suo governo: l’una, di matrice illuminista, basata sull’idea di progresso, per cui l’uomo sarebbe necessariamente tendente al bene; l’altra, di derivazione conservatrice, concepisce l’uomo come essere bisognoso del sovrano per uscire dallo stato di natura e regolare le proprie pulsioni distruttive. Ripercorrendo le fondamenta e i principali autori di quella che viene definita «antropologia negativa», il libro formula un’importante ipotesi di ricerca teorico-politica: bisogna spezzare l’alternativa tra progresso e conservazione, tra fede nella bontà umana e inevitabilità dell’autodistruzione.


Usare il grande pensiero conservatore e reazionario piegandolo contro i propri fini,
per trovare elementi vitali di critica alla modernità capitalistica


Con approcci differenti, hanno raccolto questa ambiziosa sfida importanti autori
di differenti generazioni: Ubaldo Fadini,
Dario Gentili, Miguel Mellino, Damiano Palano, Franco Piperno, Maria Russo, Marco Spagnuolo, Mario Tronti.


Veronica Marchio (1992) è assegnista di ricerca presso l’Università di Padova, fa parte della redazione di «Commonware», sezione della rivista Machina.



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L'UOMO NON È BUONO

Per la critica del progresso

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Aa.Vv.
a cura di Veronica Marchio
L’UOMO
NON È BUONO


PER LA CRITICA DEL PROGRESSO
pp. 144 | cm 13 x 20 | euro 14,00

e-book euro 6,99


La modernità capitalistica si è storicamente sviluppata intorno alla dialettica tra due tipi di concezioni politiche dell’uomo e del suo governo: l’una, di matrice illuminista, basata sull’idea di progresso, per cui l’uomo sarebbe necessariamente tendente al bene; l’altra, di derivazione conservatrice, concepisce l’uomo come essere bisognoso del sovrano per uscire dallo stato di natura e regolare le proprie pulsioni distruttive. Ripercorrendo le fondamenta e i principali autori di quella che viene definita «antropologia negativa», il libro formula un’importante ipotesi di ricerca teorico-politica: bisogna spezzare l’alternativa tra progresso e conservazione, tra fede nella bontà umana e inevitabilità dell’autodistruzione.


Usare il grande pensiero conservatore e reazionario piegandolo contro i propri fini,
per trovare elementi vitali di critica alla modernità capitalistica


Con approcci differenti, hanno raccolto questa ambiziosa sfida importanti autori
di differenti generazioni: Ubaldo Fadini,
Dario Gentili, Miguel Mellino, Damiano Palano, Franco Piperno, Maria Russo, Marco Spagnuolo, Mario Tronti.


Veronica Marchio (1992) è assegnista di ricerca presso l’Università di Padova, fa parte della redazione di «Commonware», sezione della rivista Machina.



978-88-6548-506-4
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LO SCISMA DA UN MONDO CHE MUORE

Jacques Camatte e la rivoluzione

INFO

Michele Garau
LO SCISMA DA UN MONDO CHE MUORE


JACQUES CAMATTE E LA RIVOLUZIONE


pp. 144 | cm 13 x 20 | euro 14,00


Il percorso di Jacques Camatte inizia sulle orme del comunismo eretico di Amadeo Bordiga e sviluppa un pensiero del capitalismo come dominio assoluto sulle menti, i corpi e la creatività della specie umana. In questa traiettoria originale e dimenticata, Camatte tocca molti nodi che oggi sono all’ordine del giorno: le soglie di sopravvivenza del pianeta e dei viventi, l’effetto delle protesi tecnologiche sulla capacità umana, la comunità come via d’uscita dal vicolo cieco di questo modello sociale. La lettura contenuta in questo libro interroga le tracce e le risorse che Camatte ci consegna alla luce di un problema centrale: cosa può significare oggi l’idea di rivoluzione? Confrontandosi con Marx e Leroi-Gourhan, Cesarano e Adorno, Camatte ha lasciato piste di ricerca attraverso cui arrivare a un’idea diversa della rivoluzione. Non il mito fondativo della modernità, lo Stato caserma o il progetto ingegneristico di una società perfetta, ma la rinascita delle possibilità dimenticate della specie umana, il libero sviluppo della sua capacità di reinventarsi.


La rivoluzione è una via ignota che oggi può essere pensata solo come uno scisma, la separazione da un mondo morente.


Michele Garau è assegnista di ricerca all’Università di Torino. Il suo lavoro di ricerca è concentrato in particolare sulle genealogie di una politica anticapitalista estranea alla tradizione del movimento operaio e socialista. Collabora con la rivista «Machina».


978-88-6548-518-7

scorri

LO SCISMA DA UN MONDO CHE MUORE

Jacques Camatte e la rivoluzione

INFO

Michele Garau
LO SCISMA DA UN MONDO CHE MUORE

 

JACQUES CAMATTE E LA RIVOLUZIONE
pp. 144 | euro 14,00 cm 13 x 20

 

Il percorso di Jacques Camatte inizia sulle orme del comunismo eretico di Amadeo Bordiga e sviluppa un pensiero del capitalismo come dominio assoluto sulle menti, i corpi e la creatività della specie umana. In questa traiettoria originale e dimenticata, Camatte tocca molti nodi che oggi sono all’ordine del giorno: le soglie di sopravvivenza del pianeta e dei viventi, l’effetto delle protesi tecnologiche sulla capacità umana, la comunità come via d’uscita dal vicolo cieco di questo modello sociale. La lettura contenuta in questo libro interroga le tracce e le risorse che Camatte ci consegna alla luce di un problema centrale: cosa può significare oggi l’idea di rivoluzione? Confrontandosi con Marx e Leroi-Gourhan, Cesarano e Adorno, Camatte ha lasciato piste di ricerca attraverso cui arrivare a un’idea diversa della rivoluzione. Non il mito fondativo della modernità, lo Stato caserma o il progetto ingegneristico di una società perfetta, ma la rinascita delle possibilità dimenticate della specie umana, il libero sviluppo della sua capacità di reinventarsi.

 

La rivoluzione è una via ignota che oggi può essere pensata solo come uno scisma, la separazione da un mondo morente.

 

Michele Garau è assegnista di ricerca all’Università di Torino. Il suo lavoro di ricerca è concentrato in particolare sulle genealogie di una politica anticapitalista estranea alla tradizione del movimento operaio e socialista. Collabora con la rivista «Machina».

 

978-88-6548-518-7

LO SCISMA DA UN MONDO CHE MUORE

Jacques Camatte e la rivoluzione

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Michele Garau
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JACQUES CAMATTE E LA RIVOLUZIONE
pp. 144 | euro 14,00 cm 13 x 20

 

Il percorso di Jacques Camatte inizia sulle orme del comunismo eretico di Amadeo Bordiga e sviluppa un pensiero del capitalismo come dominio assoluto sulle menti, i corpi e la creatività della specie umana. In questa traiettoria originale e dimenticata, Camatte tocca molti nodi che oggi sono all’ordine del giorno: le soglie di sopravvivenza del pianeta e dei viventi, l’effetto delle protesi tecnologiche sulla capacità umana, la comunità come via d’uscita dal vicolo cieco di questo modello sociale. La lettura contenuta in questo libro interroga le tracce e le risorse che Camatte ci consegna alla luce di un problema centrale: cosa può significare oggi l’idea di rivoluzione? Confrontandosi con Marx e Leroi-Gourhan, Cesarano e Adorno, Camatte ha lasciato piste di ricerca attraverso cui arrivare a un’idea diversa della rivoluzione. Non il mito fondativo della modernità, lo Stato caserma o il progetto ingegneristico di una società perfetta, ma la rinascita delle possibilità dimenticate della specie umana, il libero sviluppo della sua capacità di reinventarsi.

 

La rivoluzione è una via ignota che oggi può essere pensata solo come uno scisma, la separazione da un mondo morente.

 

Michele Garau è assegnista di ricerca all’Università di Torino. Il suo lavoro di ricerca è concentrato in particolare sulle genealogie di una politica anticapitalista estranea alla tradizione del movimento operaio e socialista. Collabora con la rivista «Machina».

 

978-88-6548-518-7

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ROMA

O dell'insostenibile modernità

INFO

Enzo Scandurra
ROMA

O DELL'INSOSTENIBILE MODERNITÀ

pp. 144 | cm 13 x 20 | euro 13,00

La questione romana, lungi dall’essere stata mai risolta, è al centro di questi saggi, scritti tra il 2013 e il 2023. Diverse amministrazioni si sono alternate alla guida della Capitale, cadendo senza suscitare alcuna nostalgia e senza riuscire a dare risposta ai mali della città: smaltimento dei rifiuti, trasporti urbani, metropolitane, edilizia pubblica, accoglienza dei migranti, lotta alle disuguaglianze e alla povertà. Si sono evocati progetti di modernizzazione per colmare il gap di sviluppo rispetto ai modelli urbani globali, da Milano a Barcellona a Dubai, dando per scontato che la «città eterna» fosse in ritardo e dunque bisognosa di grandi opere e megaeventi. Ma Roma moderna lo è di fatto, basta osservare la sua storia, i suoi gioielli di archeologia, i paesaggi dell’Agro romano attraversato dalla Regina Viarum. Il popolo romano, dotato di ironia e cinismo bonario, lo ha capito da tempo e ha così bocciato queste aspirazioni al nuovismo. I testi di Enzo Scandurra narrano pezzi di questa storia infinita le cui conclusioni sono ancora da scrivere.

I testi di Enzo Scandurra narrano pezzi di questa storia infinita le cui conclusioni sono ancora da scrivere.

Enzo Scandurra è urbanista, saggista e scrittore, già ordinario di Urbanistica presso l’Università La Sapienza di Roma, più volte direttore del dipartimento di Architettura e Urbanistica. Si occupa di problemi legati all’ambiente e alle trasformazioni della città ed è autore di numerosi testi, saggi e romanzi. Per DeriveApprodi ha pubblicato: Splendori e miserie dell’urbanistica (con I. Agostini, 2018), Biosfera. Il luogo che abitiamo (con G. Attili e I. Agostini, 2020). Ha curato la sezione Disurbanità di «Machina».

978-88-6548-517-0
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ROMA

O dell'insostenibile modernità

INFO

Enzo Scandurra
ROMA

O DELL'INSOSTENIBILE MODERNITÀ

pp. 144 | cm 13 x 20 | euro 13,00

La questione romana, lungi dall’essere stata mai risolta, è al centro di questi saggi, scritti tra il 2013 e il 2023. Diverse amministrazioni si sono alternate alla guida della Capitale, cadendo senza suscitare alcuna nostalgia e senza riuscire a dare risposta ai mali della città: smaltimento dei rifiuti, trasporti urbani, metropolitane, edilizia pubblica, accoglienza dei migranti, lotta alle disuguaglianze e alla povertà. Si sono evocati progetti di modernizzazione per colmare il gap di sviluppo rispetto ai modelli urbani globali, da Milano a Barcellona a Dubai, dando per scontato che la «città eterna» fosse in ritardo e dunque bisognosa di grandi opere e megaeventi. Ma Roma moderna lo è di fatto, basta osservare la sua storia, i suoi gioielli di archeologia, i paesaggi dell’Agro romano attraversato dalla Regina Viarum. Il popolo romano, dotato di ironia e cinismo bonario, lo ha capito da tempo e ha così bocciato queste aspirazioni al nuovismo. I testi di Enzo Scandurra narrano pezzi di questa storia infinita le cui conclusioni sono ancora da scrivere.

I testi di Enzo Scandurra narrano pezzi di questa storia infinita le cui conclusioni sono ancora da scrivere.

Enzo Scandurra è urbanista, saggista e scrittore, già ordinario di Urbanistica presso l’Università La Sapienza di Roma, più volte direttore del dipartimento di Architettura e Urbanistica. Si occupa di problemi legati all’ambiente e alle trasformazioni della città ed è autore di numerosi testi, saggi e romanzi. Per DeriveApprodi ha pubblicato: Splendori e miserie dell’urbanistica (con I. Agostini, 2018), Biosfera. Il luogo che abitiamo (con G. Attili e I. Agostini, 2020). Ha curato la sezione Disurbanità di «Machina».

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ROMA

O dell'insostenibile modernità

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Enzo Scandurra
ROMA

O DELL'INSOSTENIBILE MODERNITÀ

pp. 144 | cm 13 x 20 | euro 13,00

La questione romana, lungi dall’essere stata mai risolta, è al centro di questi saggi, scritti tra il 2013 e il 2023. Diverse amministrazioni si sono alternate alla guida della Capitale, cadendo senza suscitare alcuna nostalgia e senza riuscire a dare risposta ai mali della città: smaltimento dei rifiuti, trasporti urbani, metropolitane, edilizia pubblica, accoglienza dei migranti, lotta alle disuguaglianze e alla povertà. Si sono evocati progetti di modernizzazione per colmare il gap di sviluppo rispetto ai modelli urbani globali, da Milano a Barcellona a Dubai, dando per scontato che la «città eterna» fosse in ritardo e dunque bisognosa di grandi opere e megaeventi. Ma Roma moderna lo è di fatto, basta osservare la sua storia, i suoi gioielli di archeologia, i paesaggi dell’Agro romano attraversato dalla Regina Viarum. Il popolo romano, dotato di ironia e cinismo bonario, lo ha capito da tempo e ha così bocciato queste aspirazioni al nuovismo. I testi di Enzo Scandurra narrano pezzi di questa storia infinita le cui conclusioni sono ancora da scrivere.

I testi di Enzo Scandurra narrano pezzi di questa storia infinita le cui conclusioni sono ancora da scrivere.

Enzo Scandurra è urbanista, saggista e scrittore, già ordinario di Urbanistica presso l’Università La Sapienza di Roma, più volte direttore del dipartimento di Architettura e Urbanistica. Si occupa di problemi legati all’ambiente e alle trasformazioni della città ed è autore di numerosi testi, saggi e romanzi. Per DeriveApprodi ha pubblicato: Splendori e miserie dell’urbanistica (con I. Agostini, 2018), Biosfera. Il luogo che abitiamo (con G. Attili e I. Agostini, 2020). Ha curato la sezione Disurbanità di «Machina».

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